ATTENZIONE ULTIMO AGGIORNAMENTO 04 Marzo 2013: PREGO UTILIZZARE IL NUOVOSITO
Dipartimento di Fisica "G. Galilei" Università degli Studi di Padova
Italiano
English

Cenni storici

L'Istituto di Fisica nella sede di Via Marzolo (oggi Dipartimento di Fisica) fu inaugurato nel 1937 da Bruno Rossi. Alcuni frammenti della sua storia si possono ritrovare in vari articoli, alcuni dei quali qui riportati.

Bruno Rossi pubblicò sulla rivista "Ricerca Scientifica" una nota con la descrizione tecnica e le piante dell'Istituto. Angelo Drigo, nel 1939, riportò in un articolo sulla rivista "L'Energia Elettrica" non solo una descrizione della struttura dell'edificio, ma descrisse le attività e le attrezzature didattiche e di ricerca allora disponibili.

L'attività di ricerca nel campo dei raggi cosmici, iniziata dai primi anni della fondazione dell'Istituto, è riassunta in un articolo scritto da Antonio Rostagni, Direttore dell'Istituto di Fisica dal 1938 al 1973, e pubblicato nel "Notiziario INFN", Vol. 4, n. 1/2 di Marzo-Ottobre 1988 ed in un articolo che Alessandro Pascolini ha pubblicato nel num. 61 del 1996 della rivista "Padova e il suo territorio". La storia e i contributi italiani agli sviluppi scientifici di quel periodo sono raccolti in una pubblicazione di Giulio Peruzzi e Sofia Talas sul Vol. 30 n. 5 del 2007 della "Rivista del Nuovo Cimento".


L'attività nel campo della fisica delle particelle agli acceleratori si sviluppò dagli anni '50 e fu legata alla nascita del primo laboratorio europeo, il CERN, fondato nel 1954. La tecnica delle camere a bolle assunse un ruolo fondamentale nello studio delle interazioni di protoni e mesoni e Padova ebbe un ruolo rilevante in tali sviluppi, come racconta Guido Zago in un articolo pubblicato nella rivista "Padova e il suo territorio".


La storia dello sviluppo scientifico fin dall'inaugurazione del "Teatro di Filosofia Sperimentale" di Giovanni Poleni (1740) ad oggi è documentata soprattutto attraverso le collezioni di strumenti antichi, raccolti nel museo del Dipartimento di Fisica, creato da Gian Antonio Salandin nei primi anni '90 e raccontato in un articolo riportato nella già citata rivista "Padova e il suo territorio".
Le macchine poleniane, presentate in un articolo di Maria Pancino, facevano parte del programma culturale-scientifico di Giovanni Poleni che diede alla fisica, allora un ramo degli studi filosofici, un indirizzo sperimentale seguendo il modello della scuola fiamminga. Infatti, il carteggio tra Poleni e Musschenbroek dell'Università di Leida, descritto da Gian Antonio Salandin, testimonia l'osmosi culturale tra le due scuole.


Il fervore di scoperte, esperimenti ed invenzioni del periodo illuministico viene raccontato anche da Antonio Lepschy nella sua presentazione di Poleni come il pioniere della scienza informatica con la sua invenzione di una macchina calcolatrice.


Nel XIX secolo l'Istituto di Fisica continua ad essere sede di esperimenti pionieristici. Giovanni Colombini ricorda la figura di Francesco Zantedeschi impegnato in studi sull'elettricità e sul magnetismo; Luciano Nerini presenta il lavoro di Giuseppe Vicentini sulla radiologia.

 

Articoli Citati